Ultima modifica: 1 Dicembre 2017
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Inaugurazione della Giusto Bellavitis 2.0

Il 18 gennaio 2014 alla presenza degli alunni, dei docenti, delle famiglie, dei cittadini, dei progettisti e dei costruttori, dei rappresentanti delle autorità politiche, religiose, scolastiche, è stata inaugurata la Scuola Secondaria di 1^gr. “Giusto Bellavitis 2.0”. 

RINGRAZIAMENTI

In un’unica fotografia siamo riusciti a riunire gli attori principali della nostra nuova scuola. Vogliamo con questo scatto immortalare chi ha voluto la scuola – l’amministrazione comunale e per mezzo di essa i cittadini di Bassano del Grappa – chi l’ha pensata e progettata – lo studio Zoncheddu e associati – chi l’ha materialmente realizzata – l’impresa Mu.Bre costruzioni e con essa tutte le ditte che ne hanno curato gli impianti e le finiture – e chi la abiterà – nella persona del dirigente comprendiamo anche il personale docente e A.T.A, le famiglie che sono parte attiva della vita scolastica e della sua offerta formativa e anche noi studenti.

Questa scuola è un sogno che si realizza. E’ un desiderio divenuto realtà, a tutti voi che avete a diverso titolo contribuito a questo, il nostro più sentito

GRAZIE!

p.s. Un grande grazie anche al personale della SIS che ha curato il trasloco, dei veri supereroi, capaci di imprese ritenute impossibili!

LA PAROLA AI RAGAZZI

Melissa Riccadonna, a nome di tutti gli studenti, tiene il discorso ufficiale per l’inaugurazione: 
“L’educazione è l’arma più potente che può cambiare il mondo”. Questa frase famosa e importante è di Nelson Mandela. Io lo considero la voce della verità. Infatti lui ci fa riflettere su noi stessi, ci fa capire che l’istruzione è la base del nostro essere, del nostro esistere. Ed è proprio qui, a scuola, che ce lo insegnano. Deve essere per noi un onore trovarci in una delle poche scuole nuove in Italia. Un cammino di mille miglia inizia sempre con un primo passo ed è quello che è accaduto a questa scuola. Ora noi siamo entrati, per primi, e abbiamo lasciato il segno nella storia di questo edificio e ora tutti noi e le generazioni future dobbiamo impegnarci e contribuire perché possa durare molto a lungo. Ma dobbiamo anche avere cura dei nostri ricordi perché non potremo riviverli di nuovo, e quindi fissiamo anche il primo giorno di scuola nuova, perché resti indelebile. “Noi non dobbiamo cercare di diventare uomini di successo ma piuttosto uomini di valore” questo è ciò che ha detto Albert Einstein dimostrando che ognuno della propria vita deve fare qualcosa di importante. Quella nella scuola vecchia è stata un’esperienza indimenticabile, ma ora noi siamo andati avanti, come in un libro abbiamo voltato pagina ed eccoci qui. 

Senza l’Amministrazione comunale, la Regione Veneto, l’Unione Europea, lo Stato italiano e senza i cittadini di questo paese noi non saremmo in questo nuovo istituto. E non vorremmo essere qui senza i nostri professori perché sono sempre stati per noi una guida e ci insegnano ogni giorno la vita. A tutti voi vogliamo dire grazie. In molti hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto e non li ringrazieremo mai abbastanza per averci dato questa grande possibilità, che noi promettiamo di sfruttare al meglio. Certo bisogna anche congratularsi con gli operai, l’ingegnere, e quanti hanno ideato e costruito questo maestoso edificio che rimarrà perché gli uomini passano ma le idee restano. Piccole opportunità sono spesso l’inizio di grandi imprese. Questa nuova scuola è molto grande e moderna. Le innovazioni consistono in moderne finestre molto grandi, tapparelle e luci automatiche, lim in ogni stanza, ben due piani di classi e aule di musica, informatica e arte. E’ segno di un grande coraggio aver fatto costruire la scuola in questo tempo di crisi, si può dire quasi una sfida. Però come disse Einstein è durante le crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Infatti le innovazioni di questa scuola ci permetteranno di andare verso un futuro diverso, innovativo. Ed è proprio proiettato verso questo il nuovo nome della scuola: Giusto Bellavitis 2.0, con cui oggi stiamo inaugurando la scuola. Un nome molto bello che ricorda una persona importante: Bellavitis. Noi siamo fieri di averlo ancora e per conservarlo ci siamo confrontati con l’amministrazione comunale, credendoci fortemente credendo e pensando che questo nome potesse accompagnarci ancora. Voglio però ricordare tanti ragazzi della nostra età, abitanti in città colpite dal terremoto che non hanno una scuola nuova come la nostra, ma una provvisoria e prefabbricata. Ci sono poi ancora bambini che invece non vanno proprio a scuola, come in Africa. Non è molto giusto perché l’istruzione è la porta d’ingresso per il futuro di ognuno di noi e non andare a scuola per quei bambini significa molto probabilmente non averne uno. Eppure non abbiamo tutti gli stessi diritti? Quindi noi siamo molto fortunati e ne dovremmo essere fieri. Certo è che noi non saremmo qui, la scuola nuova non esisterebbe se molti prima di noi non avessero fatto la storia della Bellavitis. Quindi un ringraziamento speciale anche a loro per esserci stati e per aver portato la scuola avanti fino ad oggi. Infine dobbiamo anche fare un augurio a tutti i ragazzi che, tra molte generazioni, verranno qui a scuola Che questa scuola possa essere il sogno di tantissimi ragazzi, un sogno costruito sulla pietra, perché nessuno lo possa distruggere!

LA MARCIA DI RADETZKY
E IL CORO DEGLI INSEGNANTI

A coronare degnamente questo giorno di festa ci ha pensato la prof.ssa Artuso che dall’inizio di questo anno scolastico ha proposto ad alcune classi di studiare e poi suonare la marcia di Radetzky. La scelta del brano è stata molto ponderata, ma il pensiero è caduto subito su di esso. Ci sono voluti mesi di studio e di prove, ma alla fine la soddisfazione di poter suonare di fronte ad un pubblico così grande, di genitori, autorità civili e religiose è stata enorme! Un grande applauso va fatto anche ai nostri solisti: Anna Girardi al flauto traverso e Filippo Castellan, Francesco Guidolin e Alessandro Marani alle percussioni.

   Coro degli insegnanti

Grande entusiasmo per la scuola ha fatto trasparire il coro degli insegnanti, che in un giorno così festoso ha esordito con “Oh happy day!”, per celebrare poi la storia della Bellavitis e la sua innovazione con una canzone adattata per l’occasione. “Questa scuola nuova è tutta un’altra storia, l’abbiamo per davvero non ci sembra neanche vero!” – dicevano le parole che ricordavano accanto al 2.0 anche lo storico nome della scuola, quello di Giusto Bellavitis. Oltre al tripudio degli studenti che hanno accompagnato l’esibizione con il battito della mano e cantando i ritornelli delle canzoni ci sono state parole di elogio anche dal dirigente che ha sottolineato il grande senso di appartenenza alla scuola che i docenti esprimono nel loro lavoro. Non ci resta che unirci a loro “Be be be… Bellavitis! Siam solo noi gli originali, 2.0 siamo noi!” 

CRONACA DI UN GIORNO SPECIALE

      Bassano 18\1\2014
Caro diario,
lo so, non è il momento più opportuno per scriverti (la macchina di mio papà non ti è mai piaciuta così tanto) ma oggi è stata una giornata bellissima, anzi, che dico, bellissima è dire poco: è stata veramente fantastica! Come ti ho detto la settimana scorsa, come dono di natale, il Comune e la Regione hanno regalato a noi ragazzi e insegnanti una scuola nuova, una fra le poche in Italia quindi devo dire che siamo stati molto, molto fortunati e che non mi sarei mai aspettato un capolavoro di questo calibro. Finita introduzione, ora posso raccontarti tutto! Stamattina, quando sono arrivato a scuola, ho sentito un odore diverso dal solito, no, non era il nuovo profumo di Edo, era un odore frizzante e fresco, e solo dopo un po’ ho capito che c’era – già dalla prima ora – aria da inaugurazione. Ogni studente (compreso me e anche i prof.) aveva una maglietta, chi bianca chi grigia, con su scritto “I love B school”. Queste magliette le avevamo fatte noi stessi con la tecnica dello “stamping” supervisionati attentamente della prof. Martinato che ci aveva anche spiegato come la maglietta poteva essere modificata finita l’inaugurazione, ma noi, abbiamo preferito lasciarle i due significati originali: “io amo la scuola Bellavitis” e “io amo essere scuola”. 
Nei giorni precedenti abbiamo fatto anche numerose prove dell’inno italiano, non tutte ben riuscite, ma si sa, a scuola si viene per imparare. La mattinata è stata molto accesa e frenetica con camion che arrivavano carichi di sedie e tappeti rossi e bidelli che correvano su e giù per i corridoi per soddisfare le esigenze di tutti. 
Il prof. Abate era vestito per l’occasione con giacca e cravatta e non ha esitato a fare le sue solite divertenti battutine. Alla seconda e terza ora abbiamo fatto antologia ma l’emozione era troppa e quindi fra la confusione dell’ultima fila abbiamo rimandato alla settimana prossima Manzoni e i “Promessi sposi”. Dopo la ricreazione “the Radetzky band” ha preso posto in palestra per fare le prove ufficiali della marcia mentre i bidelli presenti esprimevano il loro giudizio sul suono e sull’esibizione in generale. La prof. Artuso non si è risparmiata in minacce di bocciature e in urla per farci stare zitti, la tensione era alle stelle ma le prove sono andate bene. Dopo essere rimasti seduti per mezz’ora sono arrivati gli altri ma visto che il riscaldamento non funzionava ancora in palestra siamo corsi in classe per prendere le felpe e abbiamo creato un ingorgo nel corridoio degli spogliatoi con le classi dirette in palestra. Finalmente, a mezzogiorno in punto, hanno aperto le porte della scuola e sono defluiti sugli spalti e in palestra genitori, fratelli, ex studenti e tutti coloro che in qualche modo erano e sono ancora legati a questa scuola. Ad un certo punto, quando è entrato il sindaco Cimatti, il tempo si è fermato e tutti si sono improvvisamente ammutoliti, si sa, il primo cittadino ha sempre poteri sovrannaturali. A questo punto l’assessore Toniolo ha preso le veci di presentatore, l’inaugurazione è cominciata e abbiamo cantato a squarciagola l’inno italiano con un finale esplosivo, lanciando al cielo bigliettini verdi, bianchi e rossi. Dopo esserci seduti, per la prima volta nella nostra vita scolastica, in assoluto silenzio e aver ascoltato una breve introduzione del sindaco, don Stefano ha benedetto la scuola. Successivamente ci siamo gettati sugli aspetti tecnici e innovativi con l’assessore Bernardi e l’ingegner Zoncheddu che insieme alla troupe ha spiegato per filo e per segno tutte le fasi di costruzione con un power-point. Finalmente è arrivato il momento del preside che ha parlato soprattutto del nuovo nome Bellavitis 2.0 per poi lasciare spazio a Melissa di 2c che con il suo discorso ha stupito tutti, grandi e piccini. Sai, questa parte è stata un po’ noiosa ma, concluso l’intervento dell’assessore regionale Donazzan e della parlamentare Filippin, è arrivato finalmente il bello! Infatti il “Bellavitis gospel chorus”, formato interamente da professori volontari, ha mandato in visibilio la palestra con la canzone “oh happy day” e “Bellavitis”. I professori hanno incitato anche noi ragazzi, nell’ultima canzone, mostrando un grande senso di appartenenza alla scuola. Infine, per la gioia di tutti, abbiamo terminato con stile l’inaugurazione con la marcia di Radetzky anche grazie all’Anna Girardi (con il flauto traverso), al trio delle percussioni (Castellan, Marani e Guidolin) e naturalmente al pianoforte della prof. Artuso. Caro diario, avrei veramente voluto che ci fossi anche tu anche perché la mia descrizione non potrà mai far provare la gioia e la soddisfazione dei momenti provati oggi. Finita l’inaugurazione è spuntato il sole che era rimasto assente tutta la mattinata e che ha portato brio e positività. Sì, questa scuola è bellissima, ma devo dire che un po’ di nostalgia ce l’ho per la sede vecchia che comunque ci ha permesso di arrivare a questa. Il futuro può essere creato solo conoscendo il passato e realizzando le sue speranze, caro diario, voglio fare quindi tesoro di questa esperienza perché mi possa servire in futuro. A presto.
                                                   Leo 
P.S. I love B school 
 
PRIME IMPRESSIONI
 
Finalmente martedì 7 gennaio dopo la chiusura delle vacanze di Natale siamo entrati per la prima volta nella nuova scuola media Bellavitis, un istituto situato in via Mons. Rodolfi, poco distante dalla vecchia scuola. L’aspetto che più mi ha colpito di questa scuola sono le dimensioni molto grandi, la modernità dei materiali e l’ampio uso della tecnologia, ad esempio riguardo le finestre delle aule e l’altoparlante per annunciare le varie comunicazioni. L’ingresso esterno è molto ampio con larghi spazi per le biciclette mentre l’ingresso interno dà accesso alle scale che portano alle varie aule. La nostra 2B è al primo piano, altre si trovano al secondo piano. Sicuramente, rispetto alla vecchia scuola, è tutto un altro mondo, certamente neanche paragonabile al vecchio edificio a cui eravamo abituati! Spero che la vita in questa bella scuola crei nuovi stimoli per studiare e imparare meglio!
Arianna Rafael
 
Qualcuno un giorno mi disse: “Il viaggio è più bello della destinazione”. Beh, io concordo, se mi riferisco alla scuola. Parlo del viaggio della conoscenza, di imparare a imparare e del viaggio dei tre anni per conoscere i professori e farsi tanti amici a cui voler bene.
 La scuola ci insegna sì le materie scolastiche, ma anche il rispetto e il senso civico. A scuola ci diranno pure di tenere puliti i bagni o di non disegnare sui muri, ma nella vita degli adulti queste piccole regole potranno diventare cose più grandi, ad esempio rispettare i segnali stradali quando si è in macchina o seguire le leggi. Voglio ringraziare i professori perché si impegnano per accompagnarci nel viaggio fino alla laurea. Voglio ringraziare tutti i costruttori di questa magnifica scuola e io vi prometto che ci impegneremo a tenerla sempre come nuova, e anche quando sarò nonna  e i miei nipoti verranno qua, tramanderò la frase che ho detto prima: “Il viaggio è più bello della destinazione”. Grazie a tutti!
Sara Barbon
 

Siamo molto felici, non solo perché siamo i primi ad entrarci, ma anche perché questa è una delle poche scuole ad essere state costruite nel territorio nazionale in questi ultimi anni.

E’ un ambiente molto accogliente, spazioso, colorato e contiene tutte le attrezzature necessarie a svolgere le attività scolastiche e noi vogliamo trattarlo con rispetto, come se fosse la nostra seconda casa. Ringraziamo tutti coloro che in vario modo hanno contribuito a realizzare questo magnifico edificio.

Noi ragazzi dobbiamo ritenerci fortunati, non solo per questa nuova scuola, ma anche per il semplice fatto che possiamo frequentare una  scuola, perché in altre parti del mondo ci sono tanti ragazzi che non hanno questa opportunità. Ma cosa sarebbe la scuola senza tutti  noi ragazzi, che siamo così orgogliosi di essere qui, ed i nostri cari insegnanti, che cercano di insegnarci il necessario per avere una buona cultura, i nostri collaboratori scolastici, sempre disponibili, il preside, il vice-preside e  tutto il personale della segreteria, che sostiene tutta l’organizzazione? Speriamo che questa scuola possa essere un luogo dove tutti possano sentirsi accolti ed a loro agio ed un luogo di istruzione anche per i nostri figli e nipoti, che speriamo possano godere come noi di questa scuola stupenda.

GRAZIE A TUTTI!

La classe 3^B

Dopo le vacanze di Natale abbiamo cominciato le lezioni in un’altra struttura scolastica. La vecchia scuola di via Leoncavallo che ci ha ospitato fino ad oggi l’abbiamo mandata in pensione. Ma non l’abbiamo dimenticata perché noi con le professoresse di ginnastica ci rechiamo ancora lì a fare educazione fisica. La nuova scuola è moderna e tecnologica. Ci sono molte innovazioni come le finestre elettriche, la luce che si accende al nostro passaggio, il microfono così quando ci sono delle comunicazioni il professore Abate e il preside ce le possono far sentire. E noi le sentiamo da ogni classe. La settimana scorsa il preside ha convocato tutte le classi in aula magna per spiegarci le nuove regole scolastiche. Ci ha detto di avere molta cura della nostra seconda casa. Per me è stato strano quando ha detto che la scuola sarà ancora qui fra cento anni. La palestra non è ancora finita, ma lo sarà presto. Un giorno che ero a scuola sono entrato in palestra e ho visto gli spogliatoi: sono più grandi e al posto di un bagno ce ne sono due e in più c’è la doccia. Dobbiamo ringraziare il comune e l’ingegnere, ma soprattutto gli operai che hanno lavorato sempre senza fermarsi. La vera fatica è stata farci entrare in tempo dopo le vacanze, e ringraziamo l’amministrazione che oltre a farci entrare ci ha dato il nostro nome “Bellavitis 2.0” che per noi studenti vuol dire essere tecnologici, e lanciati nel futuro. E lo portiamo nel cuore e poi lo passeremo ai nostri figli e ai figli dei figli e …

Paolo Merlo

A tutti voi volevo illustrare i miei pensieri di alunna di classe prima sul “Giusto Bellavitis 2.0”. Fino a dicembre eravamo nella vecchia sede di via Leoncavallo che ha ospitato per anni la nostra scuola che ha compiuto da poco cento anni.
Ci eravamo abituati, anche noi di prima, a una scuola “non proprio moderna” e quando il sette di gennaio ci hanno fatti entrare nel nuovo edificio sembrava di essere stati teletrasportati in una dimensione sconosciuta, ipermoderna.
Dopo un breve periodo di ambientamento ci abbiamo piacevolmente fatto l’abitudine consapevoli che tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di molte persone tra cui: i professori che durante le vacanze hanno fatto e seguito il trasloco, gli operai che lavorano tuttora, i bidelli e molti altri tra cui alcune delle autorità presenti. 
Insomma dietro al nostro nome c’è un’intera storia fatta di tante persone!
Giorgia Benacchio
 

Vorrei ringraziare tutti coloro che si sono resi disponibili per costruirla e renderla un ambiente perfetto per noi studenti. La nuova scuola è bellissima e molto accogliente, con finestre moderne e la grandissima palestra con gli spalti. Le aule sono molto più belle e moderne di quelle della vecchia scuola: sono dotate di Lim e grandi finestre apribili automaticamente. Con la sua forma un po’ bizzarra e i due colori all’esterno (bianco e ferro) la scuola è molto più simpatica del giallo spento di quella vecchia. Speriamo che rimanga così com’è per accogliere molti alunni e magari anche i nostri figli e nipoti. Nella scuola sono presenti anche l’aula di musica, l’aula di informatica, l’aula di scienze e le aule di sostegno. Al primo piano c’è la biblioteca e le aule dei corsi A, D e la 3E, al piano terra c’è l’aula magna e le aule dei corsi B e C. Speriamo che questa scuola resti pulita, ordinata e che porti a casa delle belle vittorie in concorsi e gare sportive e speriamo di far valere il nostro nome “Giusto Bellavitis 2.0”. Con questo io avrei concluso. Da oggi nasce una nuova scuola, la nostra, che onoreremo sempre. Grazie a tutti per l’ascolto.

Giulia Minuzzo

La nostra nuova scuola è grande con tapparelle e finestre elettroniche. Questa scuola è molto ospitale. Le classi sono grandi e spaziose con attaccapanni all’interno delle aule. Ringrazio quelli che hanno collaborato alla costruzione di questa scuola. E’ bello andare a scuola perché impari le lingue: francese, tedesco e inglese. Alcuni pensano che non è bello andare a scuola ma io non la penso così. Se non andassimo a scuola non impareremmo nulla e questo ci farebbe male, saremmo “asini”. Io capisco quelli che dicono che studiare è difficile, ma se stai attento in classe e a casa ti impegni a studiare, lo studio diventa facile. La scuola ti fa conoscere nuovi amici. 
                                                                                                                                          Thomas Baggio