L’ultima campanella
Ci sarebbe piaciuto abbracciarci e correre fuori dal cancello della scuola con le magliette piene di autografi e la sensazione dell’estate che ti viene incontro e della libertà che si spalanca, invece….
Invece ci siamo salutati dietro uno schermo, facendo il conto alla rovescia a squarciagola e un assordante urlo di gioia. Il valore della diversità e il sapersi adattare alle situazioni nuove sono una delle cose che abbiamo imparato meglio in questi mesi di emergenza. E non è stato meno bello, meno intenso, meno…, è stato semplicemente un altro modo. C’è chi ha brindato, chi ha pianto, chi si è commosso, chi ha tirato un sospiro di sollievo. C’eravamo tutti anche l’ultimo giorno di scuola. All’ultima ora.
Sono stati mesi impegnativi, sia sul piano emotivo che dello studio. La scuola dietro uno schermo non è come quella in presenza. Ci siamo dovuti adattare in tempi rapidissimi a nuovi strumenti. Ma ce l’abbiamo fatta!
Un grande applauso va ai docenti: “In generale, gli insegnanti, hanno fatto di tutto per farci vivere al meglio la didattica a distanza e, personalmente, quando ero a lezione quasi mi sembrava di sentire la campanella tra un’ora e l’altra, anche se purtroppo non era così…” Ylenia
“I dottori e gli insegnanti per me hanno la stessa importanza perché come un dottore può fare un intervento al cuore e salvare un ragazzo, un bravo insegnante può raggiungere quel cuore e consentirgli di vivere per davvero”. Matilde
Un altro enorme applauso va ai genitori: perché anche se preoccupati per la salute, per il lavoro, per il futuro ci hanno sempre rassicurato “la mia casa è il mio posto sicuro, sono certa che ogni volta che ci vado posso essere me stessa e sto sempre bene”. Elena
“Questi giorni sono stato chiuso in casa con la mia famiglia, questa cosa mi ha fatto imparare il valore della famiglia perché prima i miei genitori lavoravano ed io non ci stavo quasi mai insieme, mentre adesso abbiamo trovato un modo per poter giocare e sfogarci rinunciando alla bellezza del giardino” Riccardo
“Mia mamma è diventata insegnante, casalinga, catechista, cuoca e la persona che si arrabbiava quando c’era qualcosa che non andava”. Francesco
Ma l’applauso più grande va ai ragazzi: “Abbiamo dovuto imparare una nuova scuola, l’hanno chiamata “didattica a distanza”. Questo è un tipo di scuola che ci ha aiutato a diventare più responsabili e pratici nell’usare il computer perché devi ricordarti delle videolezioni, imparare a consegnare i compiti, … “. Riccardo
“Una cosa che mi ricordo della scuola a distanza è che ho capito che non serve sempre la presenza fisica per strapparti un sorriso ma basta la voce, l’anima, il carattere, la testa e il cuore di quella persona che lo fa”. Ginevra
“Ci siamo trovati ad affrontare una situazione alla quale non eravamo preparati e che ci ha chiesto dei sacrifici di responsabilità a tutela del bene nostro e degli altri”. Giorgio
Certo, questo periodo è stato come un fulmine a ciel sereno, ma grazie alla forza di molte persone e anche grazie ai ragazzi, ai professori, alle famiglie questo fulmine è diventato un grandissimo ARCOBALENO”. Alessandro
Questa insolita campanella, ce la ricorderemo più di altre.
La felicità di questo giorno era piena di una felicità più grande!
Buona, meritata, estate!


























