Ultima modifica: 21 Maggio 2020
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Alla scoperta dello scrittore Paolo Malaguti

Nonostante il coronavirus abbiamo avuto la fortuna di poter incontrare “in diretta”Paolo Malaguti uno scrittore, ma anche insegnante di lettere proprio qui a Bassano. Ci ha raccontato che in famiglia non parlavano in dialetto perché i suoi genitori quasi si vergognavano e che per questo fino alla laurea parlava solo in italiano; per certi versi era contento di non averlo imparato perché quand’era più giovane aveva vissuto una scena di bullismo: ragazzi presi
di mira e derisi solo perché usavano parole in dialetto.
Un giorno mentre scriveva il suo primo libro si è accorto che non era in grado di scrivere i discorsi dei suoi personaggi che parlavano il dialetto veneto, si trovava in grande difficoltà e molto di più di quello che si sarebbe immaginato. E’ proprio questo che l’ha portato a scrivere il suo “sillabario”. Si è reso conto di aver fatto uno sbaglio perché quand’era più giovane avrebbe potuto imparare questa lingua dai suoi nonni e farsi raccontare molto da loro. Ha iniziato a cercare il significato delle parole, da dove derivano e capire che alcune parole cambiano da dialetto a dialetto invece altre possono essere uguali come ad esempio l’espressione “essere del gatto”, che significa essere in
grave pericolo, viene utilizzata anche a Livorno.
Ci ha raccontato che quando fa lezione a lui piace sentire i ragazzi parlare in dialetto perché così può ascoltare gli accenti diversi e questa è una diversità che crea in ogni caso tanta complicità; anche rimproverarli in dialetto diminuisce il tono, come “te sì on macaco” risulta più simpatico ed è un modo più morbido che dirlo in
italiano.
Saper parlare il dialetto ci servirà per il nostro futuro?
Non tutte le cose che sappiamo o impareremo ci serviranno, ma il dialetto è un codice utilizzato da secoli ed è giusto che non venga perduto, dobbiamo tenerci stretta la nostra tradizione perché le parole possono raccontare tante storie e ci permettono di abbracciare la geografia, la storia e le persone.

Micol Borsato 2^E