Ultima modifica: 8 Marzo 2020

Parole coraggiose

Risultato immagini per coraggioResto sempre stupita dalla capacità che hanno i nostri ragazzi di raccontare la vita, anche quando è difficile e mancano le parole giuste persino a noi adulti. “Siamo dentro la storia” – dice Nicolò, “Usiamo questo tempo per coltivare le nostre passioni” invita Elisa, “Non facciamoci uccidere dalla paura” avverte Anna, “Manteniamo un atteggiamento di razionalità e consapevolezza” ci chiede Francesca, “Siamo sempre più uniti e più forti, anche da lontano” ci svela Laura e vola persino un pensiero solidale al presidente del Consiglio che più di altri sente ora il peso della responsabilità di questa nuova sfida che stiamo affrontando.

Sono parole coraggiose le vostre ragazzi, il futuro vi appartiene, il presente è ciò che vi stiamo regalando e a ben vedere non siamo stati molto bravi, noi adulti, nel confezionare questo regalo, però, sentiamo che dentro di voi c’è la forza per affrontarlo e cambiarlo!

“La cosa che più mi fa pensare è che il periodo che stiamo vivendo in queste settimane è storia dell’ umanità, perché non è un fatto che interessa solo la Cina o l’ Italia ma interessa tutto il mondo. Una cosa di cui mi meraviglio è che tra 20 o 30 anni l’argomento corona virus potrebbe essere scritto nei libri di scuola, noi adesso stiamo vivendo un periodo che nessuno quando sarà passato si dimenticherà mai. Stiamo vivendo un pezzo di storia, anche dal punto di vista medico ed economico. Da grandi racconteremo ai nostri figli o comunque sapremo che cosa vuol dire la parola “allerta virus” e sapremo spiegarlo al meglio, sapremo raccontare cosa vuol dire stare chiusi in casa e sapremo anche cosa significa stare a casa da scuola per un lungo tempo senza avere la certezza di quando tutto finirà”. Nicolò

“Porgo la mia solidarietà a Giuseppe Conte che comunque non è in una bella situazione perché questo è un problema nuovo che se non si tratta bene potrebbe portare a una crisi economica”. – Jacopo

“Perché chiudersi in casa e in sé stessi quando fuori il mondo, la vita e il tempo continuano comunque il loro normale scorrere? Ha più senso continuare a vivere che morire sotto il peso della paura che ci rende schiavi di tutto ciò che dicono alla televisione senza darci la capacità di distinguere le falsità dalla realtà. Ora che le scuole sono chiuse e che anche i punti d’incontro come cinema e biblioteche sono chiusi, possiamo fermarci a riflettere, io riflettendo ho pensato che in alcuni paesi dove c’è la guerra succede tutti i giorni che la gente debba stare chiusa in casa e che la vita sociale sia bloccata. Credo quindi che non bisogna allarmarsi troppo e approfittare invece di questi momenti per coltivare le nostre passioni”. Elisa

“Mi viene da dire che il coronavirus è sì, un virus che può creare molti danni e morti ma non per questo deve creare anche terrore e paura tra la gente. Bisogna continuare a vivere la propria vita normale senza farsi spaventare da una malattia che con le dovute precauzioni si può sconfiggere. Spero che tutto ciò si risolva al più presto e che la gente non si chiuda in casa non avendo più contatti umani per questo. Che non sia ad ucciderci la paura di ammalarci e di stare a contatto con le altre persone più che il coronavirus”. Anna

“Spesso, quando ci si ritrova davanti a qualcosa di sconosciuto si può essere spaventati e ci si lascia trascinare verso comportamenti irrazionali. In verità, lo stato attuale di confusione e paura generale, causate dalla diffusione del contagio, è anche alimentato dal rincorrersi di notizie spesso contrastanti e incontrollate. E’ necessario, invece, mantenere, proprio in questi momenti così critici, un atteggiamento razionale di lucidità e di consapevolezza. Solo in questo modo si potranno affrontare anche le emergenze più gravi con la speranza che si risolvano nel minor tempo possibile, pianificando le strategie più efficaci. Da questo punto di vista, possono sembrare insensate le scelte di quelle persone che decidono di svuotare gli scaffali dei supermercati oppure indossano le mascherine con l’errata convinzione di essere invulnerabili e protetti. Quello che dobbiamo capire è che l’unico modo per superare una condizione anomala come questa, è reagire con la normalità nella vita di tutti i giorni. Allo stesso tempo, bisogna stare attenti più del solito ad alcuni semplici gesti che magari consideriamo banali”. Francesca

“Il Coronavirus sta sicuramente mettendo panico in tutto il mondo, ma soprattutto qui in Italia, dove ci sono stati parecchi casi. Anche se dobbiamo stare chiusi in casa per evitare di andare in posti affollati, siamo vicini grazie alla tecnologia che riesce a connetterci e a far circolare molte informazioni utili su come comportarsi. Anche la scuola sta sperimentando un nuovo metodo di insegnamento da distante e se funziona potremmo utilizzarlo anche se in giro non c’è questo virus. Siamo sempre più uniti e forti anche da distanti…” – Laura

Anche quando la scuola si fa a distanza, sa essere molto vicina!