Cogli l’attimo per… metterti nei panni degli altri.
Oggi in classe abbiamo iniziato un progetto che si chiama Kairos.
Come prima cosa la maestra ci ha fatto vedere un monologo sul bullismo di Paola Cortellesi e Marco Mengoni molto commovente.
Parlava di un ragazzo che, per un certo periodo della sua storia scolastica, è stato preso in giro, lui è stato molto male ma non ne ha parlato mai con nessuno almeno fino a quando sua mamma per caso l’ha scoperto.
Questo monologo mi ha particolarmente colpito! In particolare, quando Giancarlo il protagonista, ha pensato: “Come sarebbe volare via, sparire per sempre, non vedere più nessuno ed essere in pace con il mondo?”. La frase mi ha colpito perché nessuno dovrebbe arrivare a questo punto ma neanche essere preso in giro.
Alla fine la storia di Giancarlo si è risolta per il meglio: ha guardato dritto negli occhi ragazzo più carogna dei suoi compagni, si è avvicinato e l’ha abbracciato!
Dopo la maestra ci ha letto una storia di un panda e, ad un certo punto, ci ha fatto mettere una benda sugli occhi e dopo ci ha fatto leggere con le dita un cartello con le lettere in rilievo così come fanno le persone non vedenti. È stato davvero difficile riuscire a leggere in questo modo: abbiamo letto solo le prime lettere!
Nella lezione seguente abbiamo parlato di ATTENZIONE, IPERATTIVITA’, DISGRAFIA E DISLESSIA… parole molto strane!
All’inizio la maestra ci ha continuato a raccontare una storia iniziata la lezione precedente: la storia di Abilian. La storia parla di un panda escluso dal regno delle tigri perché gli altri lo trovavano lento e goffo. Sul far della notte trova un pipistrello che lo guida per la strada che va verso Abilian, un posto dove a tutti va bene come sei.
Dopo averci raccontato la storia la maestra ci ha fatto indossare un guanto da cucina e ci ha fatto scrivere in corsivo ma era proprio difficile!.
Ci ha fatto fare questa attività per farci capire cos’è la disgrafia cioè la difficoltà nella scrittura. Infine, ci ha dato un foglio con le lettere sopra e sotto il rigo e con alcune lettere errate e ci ha chiesto di provare a leggere. Quasi tutta la classe ha fatto molta fatica. Questo per simulare la dislessia.
Sono contento che in classe si parli di queste cose perché fino a pochi anni fa i bambini dislessici non venivano trattati in modo giusto perché nessuno o pochi li capiva.
C.P. Classe quinta B Cremona


























