Esperimento sulla Tettonica a Placche
Dalle nostre aspiranti geografe Elena Maschio e Ginevra dalla Rizza

Occorrente:
due confezioni di budino istantaneo
1 litro di latte
pasta frolla pronta da infornare
un misurino
una terrina grande
una frusta o una forchetta
un foglio di carta da forno
un forno
Procedimento:
1) Ci siamo recuperate tutti gli ingredienti necessari.
2) Per prima cosa abbiamo mescolato gli ingredienti per il budino, cioè lo zucchero e le bustine di budino, poi abbiamo aggiunto 500ml di latte e abbiamo mescolato fino a quando è diventato omogeneo, in una pentolina che abbiamo messo nel fuoco, poi abbiamo aggiunto altri 500ml di latte e l’abbiamo fatta bollire
3) Quando il budino ha iniziato a bollire e a diventare denso, l’abbiamo trasferito in una terrina.
4) Abbiamo messo la terrina in frigo per circa 2 ore.
5) Nel frattempo abbiamo steso la pasta frolla, fino ad ottenere circa 5 mm di spessore,
per poi metterla a cuocere per 10 minuti a 180/200 gradi.
6) Quando la pasta era cotta, l’abbiamo tirata fuori dal forno e abbiamo iniziato a tagliarla con un coltello, per ottenere la forma della Pangea.
7) Tolte via le parti esterne alla Pangea, abbiamo segnato, senza premere forte, le linee di faglia, cioè i punti in cui i continenti si separano, incidendo leggermente lasciando il biscotto intero.
8) Quando si è raffreddato, l’abbiamo appoggiato sopra il budino freddo, uscito dal frigo.
9) Infine abbiamo scavato, spezzando il supercontinente nelle sue zolle continentali,
che galleggiano nel budino.
Cosa abbiamo imparato:
La forma della pasta frolla iniziale era la Pangea, cioè tutti i continenti di oggi uniti fra loro, dopo però si sono divisi fino a formare i continenti attuali, divisi in placche, di cui nell’esperimento vediamo le principali. Con questo esperimento possiamo capire come si muovono le placche o zolle della crosta terrestre. Esse comprendono le terre
emerse (placche continentali) ma anche i fondali marini (placche oceaniche), le placche possono allontanarsi, scontrarsi o scorrere le une rispetto alle altre, visto che sono in continuo movimento, anche se molto lentamente, sopra questo strato “gelatinoso”, il mantello, che in questo caso è rappresentato dal budino.
Le zone a maggiore rischio sismico sono quelle nei margini delle placche, e anche quelle poste lungo le dorsali oceaniche. Infatti le placche con i loro movimenti producono delle vibrazioni di varia intensità che possono portare ai terremoti, alla nascita di catene montuose e ad un’intensa attività vulcanica, anche sottomarina, che provoca gli tsunami.


























