Ultima modifica: 1 Ottobre 2020
Istituto Comprensivo Statale Bassano2 > News > 3 ottobre: Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione

3 ottobre: Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione

Il 3 ottobre il Parlamento Italiano ha istituito la Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione. Noi alunni di 3D abbiamo ideato un breve video per presentare l’argomento ai nostri compagni delle medie.

Il 3 ottobre 2013 un barcone pieno di migranti è naufragato vicino alle coste di Lampedusa; ci sono state molte vittime tra cui tanti bambini, pochi sono sopravvissuti in confronto a quanti erano partiti.

Ognuno di noi ha fatto qualcosa per contribuire al video e per non dimenticare quanto è successo e continua a succedere ogni giorno nel Mediterraneo.

Abbiamo cercato delle foto riguardanti i frequenti arrivi di migranti sulle nostre coste, abbiamo cercato informazioni sulla tragedia del tre ottobre: eritrei ed etiopi erano partiti da Misurata, in Libia, ma il barcone si è fermato e, per farsi vedere dai soccorritori, è stato acceso uno straccio infuocato che però ha spaventato i passeggeri che si sono spostati tutti su un lato della barca. La barca si è rovesciata. Le vittime sono state 366, tanti altri i dispersi.

Queste persone vengono definite immigrati, clandestini, profughi, rifugiati, richiedenti asilo, migranti. Noi abbiamo voluto dare loro un nome proprio, così abbiamo cercato dei nomi femminili e maschili originari dei Paesi delle vittime: AYDA, AYSHA , AMINAH, FARAH, KARIMA, ABAYOMI, AKIN,  BIKO, FARAJI, GUEDADO…

Abbiamo ascoltato la canzone “L’immigrato” di Nevruz, un cantante di origini turche; la sua  canzone descrive in modo semplice e chiaro come gli immigrati arrivano, in che condizioni, cosa hanno passato e quello di cui hanno bisogno. Le frasi che ci hanno colpito di più sono state ‘perché l’amore non ha colore’ e  ‘nel sole vengo in pace’. Queste due frasi sono significative e ci fanno riflettere su quante volte noi disprezziamo o critichiamo queste persone che vengono qui facendo un viaggio lungo e pericoloso alla ricerca di una vita migliore. Magari li guardiamo con aria di superiorità o disprezzo perché sono venuti da un altro Paese o hanno il colore della pelle diverso dal nostro. Discutendo tra di noi, abbiamo riflettuto sul fatto che siamo tutti uguali e che noi non abbiamo il diritto di disprezzare  chi è in difficoltà. E noi al loro posto cosa faremmo se vivessimo in un paese in guerra? Come ci sentiremmo se venissimo trattati male?

Infine, abbiamo pensato se siamo capaci di accogliere leggendo la poesia di Erri De Luca “Solo andata“. La sua poesia si sofferma soprattutto sulla nostra penisola, infatti dice: “eppure Italia è una parola aperta piena d’aria” spiegando in pochi versi che il popolo italiano dovrebbe essere aperto all’accoglienza, ma a volte questo non accade.

Le coste del Mediterraneo si dividono in due, di partenza e di arrivo, però, senza pareggio.

Più spiagge e più notti d’imbarco, di quelle di sbarco, toccano Italia meno vite, di quante salirono a bordo.

A sparigliare il conto la sventura, e noi, parte di essa.

Eppure Italia è una parola aperta, piena d’aria.

 Emma Lovato cl 3D