INCONTRO CON LO SCRITTORE LORIS GIURIATTI

Martedì 19 maggio noi alunni di classe terza abbiamo avuto il piacere di incontrare lo scrittore Loris Giuriatti, autore, fra gli altri, de “L’urlo del male”, un avvincente romanzo sugli anni della guerra fredda e sul mistero della morte di Hitler. A condurre l’incontro il prof. Cavallin, divertente e simpatico, che ci ha aiutato a conoscere meglio lo scrittore. Loris Giuriatti è una persona davvero umile. Quando gli abbiamo chiesto come si fa a diventare scrittori, ci ha risposto che dovevamo chiederlo a uno scrittore, come se lui non lo fosse e ci ha anche confidato che la sua grande passione è la storia, ma per l’italiano si fa correggere molto dal suo editor. Poi, però, alcuni consigli ce li ha dati! Ci ha detto di scrivere di pancia, cioè di affidarci alle nostre emozioni e di affidarle agli altri. Ancora oggi quando legge l’ultima pagina de “L’angelo del Grappa”, si commuove lui stesso. Poi ci ha detto di mettere giù le idee e di avere il coraggio di farle leggere a qualcuno. Inoltre è importante sapere qual è la fine del racconto, qual è l’obiettivo a cui deve convergere la nostra scrittura, altrimenti si rischia di essere confusi o inconcludenti. Ci ha anche raccomandato di avere il coraggio di tornare indietro e di riscrivere ciò che abbiamo scritto. Lui, ad esempio, nell’Urlo del male lo ha fatto più volte. Ci ha anche raccontato come crea i personaggi: li pesca dalla realtà o dai personaggi che lo colpiscono, ad esempio in uno dei suoi romanzi si può trovare la proprietaria di un campeggio dove è stato ospite, che aveva esattamente il carattere del personaggio femminile che gli serviva per il libro che stava scrivendo; i personaggi dell’Urlo del male, invece sono ripresi dalla squadra dell’A-team! Loris Giuriatti ci ha svelato che noi ragazzi abbiamo una grande risorsa, per la scrittura, per la ricerca storica e anche per la vita: è la curiosità. Essa è come un sacco: alla nostra età, dobbiamo riempirla delle domande giuste, così resta leggero e . Quando si cresce, si tende invece a riempirlo di curiosità malevole, che lo rendono pesante, così anziché essere una risorsa diventa un fardello pesante che vincola il nostro andare.
Ci ha molto colpito la sua vicenda scolastica con la storia. Pensate che è un vero appassionato, eppure è stato rimandato in 2^ superiore! Non perché non la studiasse, ma perché aveva un punto di vista diverso su come studiarla rispetto alla sua insegnante, che voleva solo nomi e date, invece a lui interessavano le vicende e le cause e le relazioni tra i fatti, proprio ciò che diventa il cuore dei suoi romanzi.
Alla fine il prof. Cavallin gli ha chiesto di consigliarci qualche libro da cui imparare i trucchi del mestiere e lui ha espresso il suo amore per gli scrittori italiani, perché il loro modo di intendere la scrittura è diverso dagli autori stranieri. Fra questi lo scrittore Paolo Malaguti, Matteo Righetto e Francesco Vidotto. A lui piace in particolare leggere libri dove ci sono luoghi che riesce ad identificare e questo è anche il suo stile quando scrive dei luoghi a noi vicini, come il Monte Grappa. Abbiamo fra l’altro scoperto che Loris Giuriatti non è nato sul monte Grappa, anzi! Lo ha conosciuto molto tardi, quando si è fidanzato e la sua ragazza lo ha accompagnato per la prima volta a conoscere la sua montagna. Così lui ha imparato ad amarlo. E’ stato molto bello quando ha raccontato l’impressione che gli ha fatto vederlo quando arrivava dalla pianura. Nel tempo quella montagna ha cominciato a parlargli e lui ha avuto la capacità di ascoltarla, coglierne la voce e trasformarla in testo scritto. Gli odori, i sapori diventano emozioni, ci ha confidato, e poi queste diventano scrittura.
A noi che stiamo per affrontare l’esame di licenza ha dato anche degli spunti interessanti per l’elaborato finale, non solo a livello di idee e collegamenti, ma anche di tecniche, perché ci ha insegnato come si fa una ricerca storica e come essa oggi sia molto facilitata da tutte le fonti digitali che sono a nostra disposizione. Non ci resta che ringraziarlo per la sua simpatia, per i preziosi consigli e per il suo “in bocca al lupo, ragazzi”, che ricambiamo augurandogli un altrettanto entusiasta e appassionato “In bocca al lupo!” per il suo prossimo libro.


























