Con la testa fra le nuvole…fra i pendii del Monte grappa
Lunedì 21 e martedì 22 ottobre la 3^C, ovvero la classe in cui mi trovo io, assieme alla 3^B si sono recate nel Monte Grappa per un’uscita scolastica alla scoperta dei resti della Prima Guerra Mondiale ma anche dell’ambiente che ci circonda.
Lunedì mattina quando sono arrivato a scuola e ho visto le valigie dei miei compagni sembrava che dovessimo partire per un anno di guerra con tutte le cose che ci siamo portati. La nostra postazione sembrava un vero e proprio campo nomadi.
Il pullman non ha tardato ad arrivare e ci siamo subito accomodati al suo interno. Rispetto ai soliti, che sono vecchi e mezzi scassati, il nostro era nuovo e anche molto comodo, per questo il viaggio è stato uno spettacolo.
Il tempo era nuvoloso (come avevo previsto) anche se la pioggia per fortuna non era ancora arrivata. A poca distanza dalla cima siamo entrati in una coltre di nebbia da dove non si vedeva niente. Io, che ero in prima fila avevo una visibilità di circa 5 metri. La pioggia non si è fatta attendere e ha incominciato a farsi sentire a tratti.
Qualche manovra e qualche curva dopo siamo arrivati nel parcheggio di Cima Grappa.
Quando abbiamo varcato la soglia della porta del pullman ha incominciato a piovere come se non ci fosse un domani, così tutti si sono messi a frugare tra le tasche delle valigie per raccattare un k-way. Io ero uno di loro e infilatomi nella stiva del pullman stavo quasi per morire asfissiato per recuperare il k-way. Conclusa l’operazione avevo le gambe che erano più bagnate dell’oceano Pacifico!!!
A Cima Grappa ci ha accolto Fulvio, un alpino, che ci ha portato nelle gallerie sotterranee dove i nostri antenati si sono riparati e hanno combattuto durante la guerra. Ci ha mostrato diversi cunicoli e anche un cannone che era stato usato nella Prima Guerra Mondiale. Le sue spiegazioni erano molto interessanti anche perché si collegavano in vari punti con quello che stiamo studiando in storia, cosa che per me è molto utile come approfondimento della materia.
Quando siamo usciti dalle gallerie pioveva ancora, ma per fortuna abbiamo visitato il museo che era al coperto. Lì c’erano le molteplici armi che sono state utilizzate in guerra: dai fucili, alle mitragliatrici, alle bombe a mano ma anche le attrezzature da campo come i lettini, le forbici….
Abbiamo infine visitato il Sacrario, dove purtroppo non abbiamo visto un granché a causa della nebbia e della pioggia che batteva sugli ombrelli.
Per il pranzo ci siamo sistemati in una stanza nel rifugio che c’è in Cima Grappa, dove abbiamo mangiato i nostri panini. In seguito, scesi un po’ di tornanti abbiamo lasciato le valigie in albergo e ci siamo incamminati in mezzo al bosco per la camminata naturalistica. Dato che la guida non arrivava abbiamo inaugurato una gara di barzellette. JJJ
La passeggiata tra il verde mi ha proprio rilassato e ho scoperto anche molte cose che prima non sapevo nemmeno.
La serata in albergo è stata super. Io, fortunatamente, avevo una camera da quattro con i miei amici Simone Mossolin, Matteo Polo e Marchesin. Non abbiamo neanche avuto tempo di aprire le valige e di cominciare a preparare i letti che mezzo popolo era entrato nella nostra stanza perché le loro erano troppo trafficate.
La cena preparataci era buona, ma il bello è venuto con i giochi dopo aver mangiato. C’è stato un po’ di imbarazzo soprattutto nel gioco dei matrimoni, ma ci siamo divertiti comunque.
Ci siamo addormentati che era mezzanotte dopo aver parlato un po’. In camera avevamo un guardiano di alto livello, Matteo Marchesin, che mentre noi eravamo sdraiati sui letti, stava accovacciato su una sedia dicendo che prendeva sonno solo così.
Alle sette e mezza il servizio Marion, offerto da Simone Mossolin alla modica cifra di 250 euro, ha incominciato a funzionare e il mio materasso si alzava e abbassava automaticamente tramite delle manine che provenivano dal materasso sotto di me.
Martedì abbiamo fatto una passeggiata in mezzo alla natura e abbiamo anche camminato dove 100 anni fa i soldati facevano la guerra, tra le trincee e le grotte nella roccia. Una vita dura la loro!
Il pranzo lo abbiamo fatto intorno ad una chiesetta in mezzo al bosco.
In attesa del pullman siamo diventati tutti la persona che era alla nostra destra e spettava al Dr. Abate individuare il nostro problema. Un ultimo gioco di logica ha intricato la nostra mente. Consisteva nel legare due persone con uno spago sulle caviglie e poi quest’ultime dovevano cercare di slegarsi senza rompere lo spago.
Il pullman è arrivato in anticipo.
Discesa la montagna siamo tornati a casa un po’ esausti, ma felici di aver fatto nuove amicizie con la 3^B, di aver unito ancor più il nostro rapporto come classe, ma anche di aver aggiunto qualcosa in più nel cervello per quanto riguarda la nostra storia.
Kevin Campagnolo


























