Ultima modifica: 11 Ottobre 2019
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La rappresentazione della Terra, sperimentiamo!

Questa mattina in 3^C abbiamo voluto provare quello che vivono i cartografi quando si trovano di fronte all’arduo compito di realizzare un planisfero della superficie terrestre! Se volete cimentarvi anche voi in questa sfida, seguite le istruzioni.

OBBIETTIVO: Osservare le difficoltà che si incontrano quando si vuole rappresentare una superficie sferica come la Terra, e quindi un soggetto a tre dimensioni, su un piano bidimensionale come il planisfero.

OCCORRENTE:

  • Un arancia
  • Un piatto
  • Un coltello
  • Un foglio
  • Una matita

PROCEDIMENTO: Prendere l’arancia e tagliare la buccia cercando di toglierla intera e non a pezzi. Appoggiare la buccia sul foglio e premere in modo che l’intera superficie di essa aderisca alla carta; infine tracciare il contorno di tutta la buccia con la matita tenendola sempre ben premuta sul foglio.

OSSERVAZIONI: Premendo la buccia sul foglio questa si spezza ai lati in modo irregolare e alcune parti si dividono, deformando i contorni.

CONCLUSIONI: E’ impossibile rappresentare correttamente la superficie terrestre (la buccia) su un piano bidimensionale (il foglio) e questo provoca delle deformazioni nelle proporzioni e nelle distanze tra i continenti: infatti, i cartografi sono costretti a “tagliare” e cambiare le forme dove è presente l’acqua e quindi in mezzo agli oceani, cercando così di non toccare le terre emerse.

I cartografi, fin dall’antichità, rappresentano la Terra su carte geografiche e per fare questo usano le proiezioni, ossia complessi calcoli matematici che permettono di disegnare la superficie sferica del pianeta su un piano. In passato le carte erano molto deformate e imprecise nelle forme e nei confini delle terre e le proiezioni variavano a seconda del punto di vista del cartografo che le idealizzava: infatti, questi tendevano a mettere al centro del planisfero il loro paese o continente e a rappresentarlo in modo più corretto, sottovalutando poi le altre terre.                        Un esempio è la proiezione di Mercatore (1569): infatti, colloca la linea dell’Equatore sotto la metà della carta e ingrandisce l’emisfero settentrionale mettendo in evidenza l’Europa, la Groenlandia, l’America settentrionale e la Russia. In questo modo i paesi del Sud (America meridionale, Africa e Oceania) risultano sproporzionati e piccoli. Col passare dei secoli si è pensato di ridare ai continenti le loro grandezze e distanze, come nella proiezione di Peters (1977): seppur le proporzioni rispecchino quelle reali, le forme e i confini delle terre sono allo stesso tempo molto imprecise e deformate.                                                                                                  Ai giorni nostri tutti questi problemi sono stati superati e risolti dai nuovi strumenti tecnologici che hanno permesso di introdurre un nuovo modo di rappresentare la Terra: la cartografia digitale, basata sui segnali digitali inviati da una rete di satelliti artificiali presenti nello spazio.   

Francesca Betto 3^C