Ultima modifica: 19 Febbraio 2019
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Il giorno del ricordo

Bassano del Grappa, Scuola Secondaria di primo grado “G. Bellavitis”.

Il giorno del ricordo si celebra il 10 febbraio di ogni anno. Tale solennità è stata istituita con la Legge 30 marzo 2004 n.92 perché vuole conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli Istriani, dei Fiumani e dei Dalmati italiani dalle loro terre durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopo guerra (1943-1945) e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Al giorno del ricordo è associata la consegna di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell’ attuale confine orientale dall’8 settembre 1943, data dell’ annuncio dell’ entrata in vigore dell’ armistizio di Cassibile, al 10 febbraio 1947, giorno delle firma dei trattati di pace di Parigi.

Il giorno del ricordo è stato istituito dal Parlamento per commemorare una pagina angosciosa che ha vissuto il nostro Paese nel Novecento. Una tragedia provocata da una pianificata volontà di epurazione su base etnica e nazionalista. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Le foibe” – ha dichiarato Mattarella – “con il loro carico di morte, di crudeltà inaudite, di violenza ingiustificata e ingiustificabile, sono il simbolo tragico di un capitolo di storia, ancora poco conosciuto e talvolta addirittura incompreso, che racconta una grande sofferenza delle popolazioni istriane, fiumane, dalmate e giuliane.

Il fenomeno delle foibe viene suddiviso dagli studiosi in due parti: la prima avviene con la dissoluzione dell’autorità italiana e con l’armistizio dell’8 settembre 1943 e riguardò l’Istria; mentre la seconda è la conseguenza della presa di potere da parte dei partigiani dell’esercito popolare iugoslavo nel maggio del 1945.

La prima ondata di violenza esplose dopo la firma dell’armistizio, l’8 settembre 1943. La Seconda ondata di violenza esplose nella primavera del 1945: alla fine della Seconda guerra mondiale l’esercito jugoslavo occupò Trieste, riconquistando i territori che erano stati negati alla Jugoslavia. Tra maggio e giugno migliaia di italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia furono obbligati a lasciare la loro terra. Altri furono uccisi, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. I primi a finire in foiba furono carabinieri, poliziotti e guardie di finanza, nonché i pochi militari fascisti che non erano riusciti a scappare per tempo.

 Dopo la prima guerra mondiale, dal 1918 al 1943, la Venezia Giulia e la Dalmazia furono amministrativamente italiane, solo nell’ottobre del 1954 l’Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l’Istria all’amministrazione jugoslava. Dopo la guerra Trieste e il suo circondario erano diventati un territorio libero, amministrato dalla comunità internazionale e dalla Jugoslavia. Il 26 ottobre 1954 la città cessò di essere territorio internazionale e tornò a far parte dell’ Italia.

  Sofia Angelica Cuman, Sara Breggion, Baggio Alberto  3^E

I cartelloni realizzati dai ragazzi di 3^E per la giornata del ricordo