Ultima modifica: 14 Ottobre 2023

IL BASKIN

IL BASKIN 

Sin da piccolo sono stato abituato a convivere con la diversità, perché sono stato vicino a mio zio, che è finito sulla sedia a rotelle per colpa di un pirata della strada.

Inoltre, negli anni precedenti, nella scuola in cui ero fino all’anno scorso, mi è stato affiancato un compagno autistico di cui mi dovevo prendere cura: ci eravamo simpatici, ci capivamo ed io ero l’unico compagno con cui Alberto si sentisse al sicuro. Lui era felice, perché non si sentiva giudicato ed io mi sentivo rilassato accanto a lui.

Quest’ anno ho deciso di far parte del progetto di “baskin”, perché mi piace interagire con le persone diversamente abili: loro sono spontanee, non hanno paura di manifestare i loro sentimenti, è naturale stare con loro ed io mi diverto proprio tanto. Talvolta mi sono ritrovato ad andare a prendere la palla ad un mio compagno, perché stava giocando da solo in uno sport di gruppo. A me piace questa disciplina sportiva, perché è un gioco di squadra e tutti hanno un ruolo importante, ed è proprio importante collaborare e rispettare le abilita di ciascuno.

La squadra dell Bellavitis 2.0

Secondo me bisognerebbe che la scuola proponesse, magari a turno, questa attività in tutte le classi, per capire come i diversamente abili siano la normalità, per imparare a maturare l’idea  che tutti siamo diversamente abili in qualcosa e molto capaci in altre.

Fase di gioco al Baskin

Una fase di gioco

Ci sono in classe dei compagni che sorridono o ridono delle persone diverse, perché le giudicano inferiori, di minore importanza, ma io mi chiedo chi tra tutti sia il disabile: chi giudica gli altri oppure chi vive felicemente e con grande spontaneità? 

Dico solo questo: se vogliamo diventare ragazze e ragazzi maturi, dobbiamo imparare a lasciar da parte i pregiudizi e, prima di parlare e di agire, dobbiamo conoscere chi ci sta accanto, così possiamo apprezzare e amare tutti quanti senza dover definire chi è normale e chi è diversamente abile.

Io, ad esempio, sono definito un DSA, cioè dislessico, discalculico e disortografico, ma io sono Daniele, sono figlio, nipote, sarò zio, sono uno studente, sono amico, sono soprattutto una persona e sono estremamente capace a capire gli altri, sono una persona educata, e sono molto portato nel giocare a basket, uno sport che mi fa sentire libero.

Sono tanto diverso da voi?