Primo giorno di Scuola alla Giusto Bellavitis
Carissimo amico, carissima amica,
ti sto scrivendo questa lettera per raccontarti il mio primo giorno alla Scuola Secondaria “G. Bellavitis 2.0”. Innanzitutto, ti volevo domandare come è stato per te quel giorno e quali emozioni hai provato. Per me è stato emozionante, ma ho avuto anche un po’ di timore, perché quella scuola era un luogo nuovo. La sera precedente ho fatto molta fatica ad addormentarmi, anzi non sono proprio riuscita a dormire. La mattina seguente ho fatto la doccia alla velocità della luce, ho controllato cinque volte la cartella, prima di essere sicura di non aver dimenticato nulla. Mio papà ha dovuto lottare per convincermi a non mettere tutti i libri nello zaino. Alle nove meno un quarto ho aspettato fuori dalla scuola che aprissero i cancelli.
Ero così emozionata che non riuscivo neanche a parlare con le mie ex compagne di classe. Ero in preda all’ agitazione: non sapevo cosa fare! Ad un certo punto, il Vicepreside ha dato una comunicazione con l’altoparlante. Mi sono un po’ spaventata, perché non me l’aspettavo: avevo visto quel metodo solo nei film in TV. Alle nove in punto le classi seconde e terze sono uscite in cortile per l’inno nazionale e l’alzabandiera. Devo dire che gli alunni di terza a me sembravano alti due metri come minimo: mi sono sentita uno scarafaggio in mezzo ad un gruppo di giganti. Durante l’inno mi sono un po’ tranquillizzata.
Subito dopo, le classi seconde e terze sono ritornate nelle aule; invece, noi di prima siamo entrati in palestra e i genitori si sono seduti sugli spalti. Quando ho incontrato lo sguardo di mio papà, l’ho salutato con la mano e lui mi ha fatto un sorriso di incoraggiamento, così mi sono sentita più tranquilla e sollevata. Subito dopo, il Preside ha pronunciato un discorso a tutti noi alunni. Io l’ho ascoltato solo in parte, perché ero troppo agitata e mi trovavo su un altro pianeta di un’ altra galassia. Quando ha finito il discorso, che secondo me era rivolto anche ai genitori, ha consegnato un elenco ad una professoressa che ha cominciato a chiamare gli alunni di 1^ A e li ha raggruppati dietro di sé in una fila ordinata. Quando un’altra insegnante ha cominciato l’elenco della sezione C ed è arrivata al mio nome, mi sono sentita osservata dai genitori e dagli alunni, perché ero proprio davanti alla fila e mi sono agitata molto. Nel momento in cui le professoresse hanno finito di distribuire nelle varie classi gli alunni, siamo saliti al primo piano verso la nostra aula. Mi sono sorpresa quando ho visto le sedie in cerchio; mi sono subito fiondata in fondo alla classe, dove erano seduti due miei ex compagni delle elementari. Anche se non ci siamo frequentati molto alla scuola primaria, vicino a loro mi sono sentita più tranquilla e rassicurata. All’inizio, abbiamo fatto un veloce giro di nomi con la professoressa di musica. Ho subito stretto amicizia con Laura che si era seduta vicino a me. La scuola mi è sembrata molto moderna e attrezzata di materiali nuovi di zecca. Mi sono subito accorta di un cerchio grigio sulla parete, poco più in alto della lavagna mobile e ho subito pensato che fosse l’altoparlante da cui il Vicepreside aveva parlato mezz’ora prima.
I professori mi sono subito sembrati molto simpatici e cordiali; per questo mi sono sentita subito a mio agio. A prima vista mi hanno dato l’impressione di essere molto severi ed esigenti. C’è un’insegnante che mi spaventa più degli altri, ma sono sicura che con il tempo la conoscerò meglio e non mi sembrerà più così severa. Il primo giorno mi è piaciuto, anche se è stato denso di emozioni forti. Da questo anno scolastico mi aspetto di imparare molte informazioni nuove, di fare molti progetti in gruppo, di partecipare a gite, di andare a visitare con la classe mostre e musei di ogni genere. Spero che anche per te il primo giorno di scuola sia stato emozionante.


























